Spatial Rooms
- Categoria: realtà virtuali
- Anno: 2024
- Autore: Francesco Pio Palma
Overview sul progetto
Il progetto è relativo alla produzione di tre ambienti VR ispirati alle opere Ambiente con Neon (1967), La struttura a Neon (1951), Fonti di energia per Italia ‘61 (1961) di Lucio Fontana, visionabili con un Google Cardboard oppure tramite un semplice web browser da computer o smartphone. L'opera, anche quando riprodotta e trasposta in un ambiente che simuli l'immersione totale, pone una sfida rispetto all'originale di Fontana. Se da un lato la materia e l’estetica dell’opera possono essere virtualizzate e trasposte, dall'altro il concetto di spazio in Fontana, inteso come "oltre la materia", apre a una dimensione che va oltre la mera riproduzione. L’intento non è dimostrare che la realtà virtuale non possa creare una sensazione di presenza reale, ma piuttosto esplorare come lo spazio venga trattato da Fontana e come venga invece trasposto e interpretato in un ambiente virtuale. Questo percorso di analisi parallela permette di mettere in evidenza le differenze e i punti di contatto tra le due esperienze spaziali, per poi trarne delle osservazioni più approfondite. L’obiettivo è far emergere, attraverso la comparazione, le specificità di ciascuna delle due forme artistiche. Posso creare “spazio” con la VR? Per quanto immersivo, un ambiente virtualizzato non può restituire l'essenza del gesto artistico di Fontana, che richiede la presenza del vuoto e dello spazio come entità viventi. Dobbiamo dunque considerare l'arte come una forza che produce nuove realtà, piuttosto che come una semplice riproduzione del visibile. Alla luce di questa prospettiva, il progetto VR Spatial Rooms non cerca di rappresentare fedelmente gli ambienti di Fontana, ma invece vuole mettere a confronto lo spazio generato con la VR e lo spazio reale dell’opera, cogliendone così gli aspetti contraddittori e di continuità che li contraddistinguono.